La disabilità può essere un regalo

La disabilità può essere un regalo

Faiza Siddiqui, che ha recentemente scritto l’articolo “La mia vita sessuale dopo l’infortunio“, ci spiega come, secondo lei, la disabilità può essere una condizione sia negativa che positiva.

“I lobi frontali”, mi ha spiegato il medico, “sono ciò che rende umana una persona”. Quando la macchina si è schiantata, ci sono state parti del mio cervello che si sono danneggiate. “E’ qui che risiede la personalità, la parte del cervello che serve per esprimere giudizi”. Il mio cuore sprofondò mentre stavo seduta lì ad ascoltare le sue parole.

Era un enorme risultato, apparentemente, per qualcuno col mio tipo di infortunio, anche solo essere seduta lì in quel momento. Erano passati 2 anni da quando avevo avuto l’incidente e non ne potevo più di sentirmi dire “brava” ogni volta che riuscivo a portare a termine un’attività simile a quelle che imparano i bambini piccoli. Sarei dovuta essere orgogliosa di questi “successi”?

No, non ancora. Prima di tutto ho dovuto capire cosa significasse tutto questo, perchè trovassi difficile fare cose semplici e perchè il mio cervello era come, ormai, è. E nell’imparare e capire qualcosa di nuovo non ero facilitata, dato che ad aiutarmi nel dare un senso a tutto questo c’era un cervello “martoriato”.

Ciò che ho scoperto è stato che la parte del cervello che è stata danneggiata, appena dietro la fronte, manda impulsi a quella che viene chiamata la “funzione esecutiva”, che regola i processi di programmazione e permette di prendere decisioni accurate.

Non l’ho ancora detto, ma sono diventata una persona diversa dopo l’incidente. All’inizio non si notava molto, ma la “vecchia me” morì nella macchina quel fatidico giorno. Quindi, lei mi manca? Certamente, lei era gentile e premurosa e non aveva problemi nel prendere quelle piccole decisioni che la aiutavano a prendersi cura delle persone che amava.

Ma, desidero riprendere le “funzioni esecutive” come una persona normale? Beh, no, non esattamente. Quelle funzioni esecutive mi avevano bloccata in un mondo limitato da logica e regole.

Tuttavia, anche se arrivare a questa conclusione è stato decisamente liberatorio, non posso negare che sia stata anche la parte più difficile di tutto il mio percorso. Nel momento in cui il mio giudizio emotivo era così vacillante, ho dovuto spiegare questa strada idea e i cambiamenti che erano avvenuti in me, a tutte le persone che mi stavano intorno.

Ho dovuto ricostruire tutte le mie relazioni. Quella con mio marito, coi miei amici, coi miei genitori e, come se ciò non fosse già abbastanza difficile, coi miei suoceri!

Per rendere il tutto ancora più complesso, i terapisti mi hanno detto che le persone come me sono disinibite, che il danno ai lobi frontali rende difficile mantenere l’auto-controllo.

Forse è per questo che sembra un tabù dire che non rimpiango l’incidente in macchina. L’incidente mi ha resa ciò che sono. Ma, sembra che chiunque senta ancora il bisogno di stringermi le mani con fare compassionevole quando dico che ora sono disabile.

Ma, no, non dovresti essere dispiaciuto: sono stata liberata dalle catene della funzione esecutiva che ognuno ha nei propri lobi frontali. Il mio cervello è libero di vagare e di creare qualunque cosa gli piaccia. Non dispiacerti per me.

Faiza Siddiqui

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