Equitazione accessibile con la RDA (Riding for Disability Association)

Equitazione accessibile con la RDA (Riding for Disability Association)

Mi chiamo Julie e la mia vita è cambiata per sempre quando mi è stato diagnosticato un tumore di 6 cm al cervello. Dopo l’operazione di rimozione dello stesso mi sono ritrovata con problemi di equilibrio, ipoacusia e ipovisione. Inoltre avevo una paralisi del lato sinistro e una non meglio definita debolezza facciale, sempre sul lato sinistro.

Dopo una fantastica riabilitazione che mi aiutò con i problemi di equilibrio e in particolare nell’articolazione delle parole, fui di nuovo in grado di camminare appoggiandomi ad un bastone e di farmi capire quando parlavo con gli altri.

Ero stata una cavallerizza per tutta la vita, e il mio sogno era tornare a salire su un cavallo; è stato un processo lungo , come se dovessi ricominciare da capo… ma con l’aiuto della RDA (Riding for Disability Association – Associazione di Equitazione Disabili) ci sono riuscita.

Ho continuato ad allenarmi e a provare all’inizio semplici gare di dressage (addestramento) di camminata a cavallo o trotto. Così, impostando i miei obiettivi a livelli accettabili, cercavo di renderli reali, sebbene la lentezza nei progressi fosse, inizialmente, eccessivamente frustante.

Ad un certo punto smisi di fare paragoni con ciò che era stato prima dell’operazione. Realizzai infatti che il paragone era inutile,e non mi avrebbe portato da nessuna parte! Questo mi diede fiducia e determinazione,e cominciai ad allargare i miei confini a tutte le opportunità; così ho cominciato a competere nei campionati di qualificazione organizzati dalla RDA, che in caso di successo, danno l’opportunità di competere per le gare nazionali per disabili del Regno Unito, che si tengono ad Hartpury, nella contea di Gloucester.

Qui i fantini vengono da ogni parte del Regno Unito, nel mese di luglio e si affrontano in gare di Dressage (dette anche di addestramento), Carriage Driving (guida di carri),passeggiata nei campi e salto a ostacoli. Sono stata abbastanza fortunata a qualificarmi e a competere in questa gara, questo è per me il quinto anno che vi partecipo. Io non vedo l’ora che arrivi ogni anno questo evento fantastico, il più grande del suo genere in Europa. Il convergere di cavalieri disabili e dei loro cavalli, tutti tesi ai loro massimi standard, è una bellissima vetrina dal mio punto di vista.

Il livello di impegno e abilità dei concorrenti, qualsiasi sia la loro età (gareggiano bambini e adulti) è fenomenale e io non posso fare a meno di sottolineare il sentimento edificante e stimolante della competizione.

Quest’anno non ha fatto eccezione e anzi l’evento è sembrato più grande e importante del solito. Probabilmente perché, per il sollievo di tutti, non abbiamo dovuto sopportare né un’implacabile caldo né delle inondazioni! Le varie classi di concorso e gli eventi si sono susseguiti senza problemi. Io sono riuscita bene sia nel campionato di 3° livello (arrivando seconda), sia nel sostenere gli altri partecipanti che si accingevano alla gara per la prima volta, e sono fiera e orgogliosa di questo. Infatti ogni qualvolta qualcuno si qualificava per una gara, lo incoraggiavo a partecipare, per sentire oltre ad ogni cosa il brusio della folla e il brivido puro di prendere parte alla gara. Per quella manciata di minuti, sei solo tu e il tuo cavallo o il tuo pony.

Julie-SPARKYCome in ogni altro sport, devi necessariamente concentrarti, sapendo bene ciò che sai fare e sperando di riuscire a realizzare al meglio ogni cosa. Naturalmente io rispetto ogni altro sport, ma questo è uno sport dove hai un partner a quattro zampe, che possono benissimo diventare le tue gambe, la tua vista, il tuo supporto e che può essere anche il tuo migliore amico!

Puoi stare sicuro che il tuo partner equino sente l’importanza dell’evento, e io apprezzo la sua abilità di adattarsi ad esso, nonostante i diversi stimoli, profumi e distrazioni che possono fuorviarlo da ciò che deve fare. Un cavallo non sarà mai come un cane guida o un animale da compagnia che dorme nel tuo letto per confortarti, ma io sperimento il collegamento che ho con lui ogni volta che lo monto.

Se è un cavallo che conosco, egli mi riconoscerà, sapendo ciò che lo aspetta, mentre se è un nuovo amico equino, farà tranquillamente il punto della situazione, assecondandomi se gli va. E ogni bambino, ogni adulto, qualsiasi sia la sua disabilità, sa che può sentirsi al sicuro. Ed è una cosa bella, una parte di ciò che è così incredibile ed unico dell’intera esperienza dell’equitazione. Tu puoi osservarlo in ogni singolo minuto di ogni sessione nei vari centri RDA di tutto il Regno Unito.

Il culmine della competizione dà speranza e stimolo in egual misura a concorrenti e spettatori. Naturalmente è un’esperienza snervante per i concorrenti, ma snervante al punto giusto. Non si tratta del nervosismo dell’operazione , o della sofferenza o del nervosismo dovuto alle difficoltà della vita. E’ l’aspettativa di essere corroso da qualcosa che tu ami e in cui credi, e che ti porta a scoprire chi sei e chi puoi essere di nuovo. E comunque la si guardi, lì fuori siete solo voi due, tu e il tuo cavallo, in quella larga arena di 20metri per 40, recintata di bianco.

Ogni persona che è lì come partecipante in quei tre giorni dal mio punto di vista fa bene ad esserci. Alcuni fanno cose straordinarie, tali da trattenere il fiato. Alcuni partecipanti diventeranno cavalieri paraolimpici britannici, fieri di rappresentare le nostre speranze e i nostri sogni, e alcuni andranno alle Olimpiadi. Nel rispetto di ciò io non posso non enfatizzare l’importanza e l’eccezionalità di questo evento di spicco organizzato dall’associazione RDA.

Personalmente sento che tale evento cambia il punto di vista di gente che ha disabilità di ogni tipo ( parlo di disabilità ad ampio raggio) e potrebbe essere illuminante per qualcuno che non ha mai assistito a questo genere di eventi. L’intera atmosfera dell’evento è unica e fa emergere il meglio di ognuno.

L’equitazione e la competizione mi hanno stimolato all’attenzione e all’impegno, e a dare il meglio di me. Ora non penso più a ciò che non posso fare – cosa che ad essere onesta non m’interessa più-, ma mi focalizzo su ciò che posso ancora fare, su cosa mi fa ancora star bene e su ciò che posso ancora raggiungere, al di là dei miei sogni più selvaggi.

È possibile trovare (e acquistare) il mio libro dal titolo “Sul Hoof: Pony Girlqui.

Di Julie Ashby, traduzione di Fabia Pasqua

Ti è piaciuto questo articolo? Perchè non lo leggi anche in lingua originale? 😉

Hai visto un articolo particolarmente interessante, ma non è tradotto? Contattami a elena@disabilityhorizons.com e cercherò di farlo al più presto.

Restiamo in contatto! Puoi scriverci su Facebook, twittarci su @DHorizons, mandarci una mail a elena@disabilityhorizons.com oppure lascia un commento qui sotto.

You might also like

Divertimento 0 Comments

Giocattoli con disabilità: perchè sono importanti

Ricordi di aver mai avuto nella tua infanzia un giocattolo con disabilità? O ne hai mai visto uno? Sarah Ismail ci dice di quanto una bambola disabile abbia aggiunto valore

Divertimento 0 Comments

“Perché sei disabile?” – “Ecco…” 10 risposte divertenti alla domanda che tutti i disabili si sono sentiti fare

Parlare di disabilità è generalmente un argomento molto serio. Tra le barriere architettoniche, la discriminazione, gli stereotipi e le pessime procedure organizzative, ci sarebbero una sacco di cose da migliorare.

Divertimento 0 Comments

“Siblings”: 5 cose che solo loro possono sapere

Avere un fratello o una sorella può essere incredibile e frustrante al tempo stesso. Ma com’è avere un fratello o una sorella disabile? Si crea un legame ancora più speciale?