Disabilità davanti e dietro alla telecamera

Disabilità davanti e dietro alla telecamera

Quanti pensi che siano i registi disabili? Non molti suppongo.

Bene, Athena Stevens, regista autodidatta, aspira a cambiare tale situazione. Dopotutto come possiamo assicurarci che la disabilità sia opportunamente rappresentata, nei film o in TV se non ci sono disabili dietro una telecamera, così come di fronte ad essa?

Io sono una cineasta professionista che non ha mai toccato una telecamera. Bene, questa è una bugia, in quanto io ho provato a prenderla e muoverla in qualche modo, mentre le mie non coordinate dita atetoidi cercavano di impostare il pulsante di registrazione e catturavano immagini della mia gamba.

In generale, ho sempre evitato di toccare una macchina da presa. Ero essenzialmente una scrittrice, una nata per scrivere, visto che già all’età di 14 anni mi svegliavo alle 4.30 del mattino per scrivere poesie e brevi racconti. All’università studiai recitazione, e dopo aver lavorato per due anni nella Royal Shakespeare Company, mi trasferii a Londra per realizzare i miei sogni di diventare una scrittrice e un’attrice.

Fare film non era affatto nei miei progetti inizialmente. Ma tuttavia accadde che mi cimentassi in questo perché intravidi che in questo campo era necessaria una rivoluzione, che portasse la gente disabile ad essere maggiormente rappresentata in TV, cosa che oggi sicuramente avviene più frequentemente.

I prossimi anni potranno costituire la chiave nello stabilire il ruolo di individui disabili all’interno dei media. Il recente annuncio che il Direttore Generale della BBC ha fissato come obiettivo quello di aumentare sullo schermo il talento disabile è un esempio di questo.

Gli scrittori stanno cercando, seppur timidamente, di inserire persone con disabilità nelle loro storie. Breaking Bad, Game of Thrones, New Tricks, Silent Witness – sono solo una piccola manciata di titoli di serie televisive che hanno inserito con successo attori con disabilità fisiche. Sebbene non sia ancora sufficiente, si tratta di un numero enorme rispetto ad una decina di anni fa, quando non c’era …niente …per quel che posso ricordare.

Se continuiamo ad insistere, inserendo attori con qualunque tipo di formazione essi possano avere, gli stessi si faranno le ossa e raggiungeranno i più grandi successi nel loro lavoro, per cui noi continueremo a vedere una sempre maggiore rappresentazione della categoria disabili sugli schermi televisivi.

Con oltre il 20% della popolazione britannica, che si considera fisicamente disabile, e il cambiamento nella percezione popolare della gente con disabilità, grazie anche a manifestazioni come le Paraolimpiadi, la questione non è più se attori con disabilità riusciranno a sfondare lo schermo in serie tv popolari, ma solo chi sarà e quando.

La qual cosa mi porta a quella parte della rivoluzione che non ho più visto tornare dal 2006, ma che è servita a spaventare a morte la maggior parte dei produttori cinematografici, compresi quelli di Hollywood: la facilità di realizzare un film per qualunque persona comune, grazie alle nuove tecnologie. La maggior parte del mio primo film fu girato e montato da un IPad e dopo meno di due mesi ricreato da Canale 4.

Ma questo è solo un esempio- interi lungometraggi sono ora girati e montati su un Ipad e registrati con un microfono esterno comprato su Amazon per meno di trenta sterline.

Qualsiasi cosa dalla produzione alla distribuzione è stata posta nelle mani dell’uomo comune, grazie a YouTube, Vimeo, cellulari con fotocamera e programmi come iMovie.

Se non mi credete quando dico che questo potenziale ha terrorizzato l’istituzione, date uno sguardo ai film prodotti di recente. Il motivo per cui molti film dipendono dalla CGI cioè dall’interfaccia grafica del computer e dal talento delle star è che i grandi produttori cinematografici sanno che sono gli unici film che non potranno mai essere prodotti da qualcuno su un iphone.

In poche parole la creazione di film è diventata un fatto democratico, accessibile a tutti.

E non c’è ragione per cui una qualsiasi disabilità dovrebbe fermare qualcuno che desidera creare un lungometraggio o delle serie per il web. Alcune serie su YouTube hanno indici d’ascolto tali da far diventare la BBC verde d’invidia.

Il mondo del cinema sta cambiando, e tu puoi entrarci . Se sei disposto ad andare oltre le rotte tradizionali, a lavorare duro, e ad essere estremamente creativo.

Quindi di nuovo, se hai una disabilità, ci sono ottime possibilità che tu abbia una maniglia (chiave ) per questi requisiti basati sull’esperienza quotidiana. Quindi, se sei interessato, continua a leggere i miei migliori consigli per la realizzazione di un film.

Forma un team con cui lavorare

E’ molto raro che un film possa essere realizzato con un gruppo formato da un unico elemento, e se hai una disabilità è più probabile che necessiterai di persone che ti supportino.

Io sono una produttrice cinematografica che non ha mai tenuto in mano un microfono o una telecamera.

Ho trovato due cineasti tanto bravi nel girare e registrare quanto nell’aiutarmi a realizzare le mie idee.

Così noi tre lavoriamo insieme in maniera coerente: loro mi insegnano qualcosa a riguardo della tecnologia e io arricchisco le idee che serviranno a realizzare i loro progetti.

Noi investiamo ciascuno nell’altro, sapendo che se ciascuno mette a disposizione le sue competenze, tutti insieme riusciremo a realizzare film migliori.

Inizia in piccolo, ma pensa in grande

Non hai bisogno di un grande budget per fare un buon film, ma hai bisogno di una grande storia. La maggior parte dei telefoni cellulari possiede fotocamere capaci di registrare in HD, il che significa che la maggior parte di ciò che filmi con il tuo cellulare può sembrare grande su un maxi schermo.

Guardati attorno e valuta le risorse di cui sei in possesso, come luoghi, attrezzature, persone e attori professionisti che possono supportarti.

Orienta la tua storia verso ciò che ti circonda invece di fare una lista di cose che tu desidereresti avere per fare un film.

Sognare in grande per il futuro significa essere pratici nel presente.

Il tuo film non deve parlare di disabilità.

So che pensi che dovrebbe essere così, ma no.

Proprio come INVICTUS GAMES non erano realmente sulla disabilità, ma sulla forza di tirarsi fuori dalle avversità.

La ragione per cui produttori e distributori di film sono esitanti verso i cineasti disabili è anche dovuto al fatto che pensano che il film sarà incentrato sulla disabilità.

Lasciate che la disabilità nel vostro film sia una metafora, fate sì che aggiunga complicanze ad un problema, o usatela per aumentare la tensione, ma non fate di essa il punto focale.

La disabilità è un aspetto dell’esperienza umana e i film sono lì a mostrarci quanto sia poliedrica tale esperienza.

Non ti limitare a guardare qualcosa, analizzala.

Ogni cosa dal Padrino ad Amici, da Frozen a Game of Thrones, ti offre una vasta ricchezza di informazioni sulla narrazione e nelle riprese.

Il trucco è non essere un osservatore passivo.

Perché c’era bisogno di questa scena? Perché è illuminata in questo modo? Cosa ci dicono le ombre? La musica? I colori?

Queste sono le domande tipo a cui dovreste pensare ogni qualvolta siete davanti ad uno schermo. Guardare i film o la Tv è solo una perdita di tempo, se non li si sa guardare attivamente.

Non fare il prezioso sul creare film

E’ stato detto che ognuno di noi ha almeno 10 brutti film dentro di sé, il trucco è tirarli fuori in qualche modo.

Il modo più immediato per fare e pubblicare il tuo lavoro dovrebbe essere creare qualcosa e caricarlo su Youtube, non fare film con l’intento di surclassare tutti gli altri.

Sfida te stesso a realizzare un corto nel weekend, o un lungometraggio (quindi più lungo di 70 minuti) con sole 500 sterline.

Non devi pensare che hai bisogno di attrezzature eccezionali per fare un film, se lo pensi, non conosci i limiti della fotocamera del tuo cellulare.

Di Athena Stevens

Traduzione: Fabia Pasqua

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