10 cose fondamentali per sopravvivere ad un Erasmus (anzi, per viverlo al top)

10 cose fondamentali per sopravvivere ad un Erasmus (anzi, per viverlo al top)

Dopo aver pubblicato l’articolo 4 route oltremare: un Erasmus “originale”, siamo stati sommersi da mail di ragazzi e ragazze che ci chiedevano maggiori informazioni riguardo come organizzare il progetto Erasmus di una persona con disabilità.

Dopo aver letto tutte le mail, Chiara ha risposto qui di seguito alle domande che ricorrevano più di frequente per soddisfare la curiosità e i dubbi di tutti.

  1. Organizza la tua esistenza.

Questa è una “capricornata”, lo ammetto, ma per evitare spiacevoli inconvenienti (che in altri contesti, magari più vicino a casa, sarebbero meno complessi da affrontare) una tattica utile può essere quella di non lasciare nulla al caso: gli orari, le lezioni, le scadenze. Insomma, gli impegni tuoi, ma sopratutto rispetto agli impegni della/e persona/e che ti aiutano in questa esperienza. Se non hai voglia di farlo, metti in conto che potresti dover portare parecchia pazienza e adattarti un po’ di più.

Se, ad esempio, salta una lezione e torni a casa da solo, potrebbe succedere che non ci sia nessuno dei tuoi coinquilini: portati sempre dietro qualcosa da fare nell’attesa!

  1. Organizza anche quella dei tuoi amici/parenti.

Sembrerà una cosa da poco, ma far sì che ci sia qualcuno che ti viene a trovare più o meno ad intervalli regolari ha i suoi vantaggi. E se hai amici o parenti troppo pigri, fai in modo di essere tu a prevedere la loro venuta. Sarà un momento in cui chi ti aiuta tutti i giorni può respirare un po’ – e su 4/6/10 mesi non è irrilevante – e allo stesso tempo in cui anche tu ti potrai rilassare, contando sulle persone che già ti conoscono e a cui non serve chiedere. Una specie di vacanza nella vacanza.

Picture1

  1. Imparasubito a dire la tua disabilità nella lingua straniera della destinazione.

E i tuoi bisogni, le tue necessità e le cose in cui hai più difficoltà. Questo sopratutto per chi non si muove e non può esprimersi a gesti (LOL). A parte gli scherzi, è importante essere chiari in una lingua che non è la propria, così da evitare di creare malintesi. No, non posso salire sul taxi senza pedana perché da sola dalla carrozzina non mi sposto. Chiaro?

  1. Fai subito amicizia con le sanitarie vicino a casa.

In ogni città se ne trovano, e sono ottimi alleati nelle situazioni di emergenza. Ad esempio quando arrivi nel nuovo appartamento, devi farti una doccia, e trovi la vasca: in un baleno nella sanitaria ti doteranno di un seggiolino da porre nella vasca per lavarti in tutta sicurezza (per fortuna, al momento non mi è successo nulla di più “estremo”: incrociamo le dita).

  1. Non fare confronti con la vita ‘precedente’.

L’Erasmus – in verità è così per tutti – è una parentesi in cui ci si crea un “nuovo mondo”, una realtà diversa da quella di casa. Inutile tentare di dire «Però, a casa, facevo così..». Quello che va fatto, è identificare bene di cosa non siamo disposti a fare a meno, e in ciò essere chiari fin da subito con le persone che in questa “parentesi rosa” ci saranno di supporto.

Picture2

  1. Accerta la viabilità della città dove sarai a studiare e, nel caso, prendi provvedimenti.

Se vai in una città, mettiamo caso, tutta in salita (ogni riferimento ad esperienze in corso – la mia – non è per nulla casuale), metti in conto che forse ti serviranno delle batterie di riserva per la tua povera carrozzina elettrica, o che comunque la dovrai caricare un po’ più spesso. Se ti muovi con la sedia manuale e vivi in un posto distante dall’università, cerca di verificare la presenza di mezzi pubblici adattati o della possibilità di usufruire di un servizio di trasporto dedicato (cosa che di solito gli uffici disabilità dei vari atenei prevedono).

  1. Metti da parte la vergogna – tanto poi non vedrai mai più nessuno di quelli con cui hai a che fare ora.

Cosa decisamente confortante. Chiedi, chiedi e chiedi. Ti scappa la cacca e la persona che di solito ti aiuta non c’è? Chiedi a chi hai vicino. Lo so, sul momento è brutto e difficile, ma è molto meglio “liberarsi” di certi pesi, che tenerli dentro. Detto fuor di metafora: sei in un contesto in cui non ti è concesso di tentennare. Lanciati, e la tua esperienza sarà molto più soddisfacente. Te lo dice una persona a cui costa un sacco farlo, e che ha già perso fin troppo tempo in dubbi e paranoie inutili.

Picture3

  1. Dimostra di crederci molto più di quanto ci credi in realtà tu stesso.

Ti chiederanno se sei matto, ti diranno che è una cosa oltre le tue possibilità. Spesso tu stesso ti chiederai perché non hai pensato di evitarti l’ulteriore inutile difficoltà e rimanere nella dolce certezza della quotidianità già costruita. Ma se metti da parte tutte le incertezze e fai vedere di essere oltremodo sicuro, ciò convincerà gli altri e te. Perché ne vale la pena? Perché sono esperienze che non farai più e che mettono alla prova il rapporto con la tua disabilità in maniera spesso estrema, ma decisamente produttiva. Vedrai molte cose da una nuova prospettiva, poi.

  1. Riconosci e accetta i tuoi limiti e le tue difficoltà, non fare finta che non ci siano: è una buona tattica per poterli affrontare e vincere.

“Lascia che la realtà sia realtà”, diceva l’antico saggio cinese Lao-Tzu. Non significa per forza rassegnarsi, ma anzi è agire con una consapevolezza maggiore. Non intestardirti su quello che non puoi fare, ma chiedi un aiuto in più e fallo.

Picture4

  1. Osa.

Potrebbe essere il riassunto di tutto. Sei lì, in un dato momento che sai finirà. Non hai niente da perdere – o poco. Può così succedere che alla prima volta in cui devi prendere un Blablacar da sola, per di più con la carrozzina manuale e quindi senza alcun margine di autonomia, ti arrivi un’auto con la pedana adattata per le carrozzine, perché «come mi hai detto di muoverti in carrozzina, ho pensato di venire con la macchina di mio fratello per renderti la cosa più facile!».

Picture5

Buon Erasmus!

Di Chiara Lucchini

Abbiamo una pagina Facebook! Metti mi piace per entrare subito a far parte della community di Disability Horizons Italia!

Hai visto un articolo particolarmente interessante, ma non è tradotto? Oppure ti piacerebbe collaborare con noi? O per qualsiasi altra cosa, contattami a elena@disabilityhorizons.com e cercherò di farlo al più presto.

You might also like

Viaggi 0 Comments

Un’avventura africana

Sono le 6.30 di mattina del 25 Ottobre 2011, sto guardando fuori al finestrino della nostra macchina, con gli occhi fissi scruto un albero apparentemente anonimo… Comunque, la creatura che

Viaggi 0 Comments

Vacanze invernali: le 4 mete più accessibili nel mondo

Organizzare una vacanza invernale è sempre molto divertente, anzi lo è fino a quando ti rendi conto che la destinazione che hai prenotato non è poi così accessibile come pensavi.

Stile di vita 0 Comments

Top 10: itinerari all’aperto accessibili in tutto il Regno Unito

Abbiamo collaborato con ViewRanger, esperto di itinerari all’aperto che fornisce mappe di percorsi scaricabili, per mostrarvi i primi 10 percorsi accessibili in carrozzina motorizzata ed in sedia a rotelle in