Musica e disabilità: trova la tua passione

Musica e disabilità: trova la tua passione

La musica ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, mi ha sempre spinta ad andare avanti e nonostante la mia disabilità, ho imparato ad apprezzarla pienamente.

La musica è davvero imparziale, non giudica in base ai tuoi gusti o al tuo aspetto.

Fin da bambina ho sempre amato la musica, ricordo ancora la prima volta che ho messo le cuffie ed ho ascoltato un album di Christina Aguilera.

Da allora essa ha avuto un altro significato per me: non riuscivo a capire come strumenti diversi potessero dar vita a qualcosa di così meraviglioso!

Disability-blogger-MeghanCrescendo ho capito quali fossero i miei cantanti preferiti, ma mi sono accorta che essi non mi somigliavano…

Sono affetta da Artrogriposi che mi blocca le articolazioni, per cui non posso usare ne le braccia ne le dita delle mani ma utilizzo solo le dita dei piedi.

Questo comporta una quantità considerevole di cose che non riesco a fare.

Ho imparato ad apprezzare la musica in tre modi diversi: ascoltando il mio lettore CD, guardando mio padre suonare il pianoforte e a scuola, imparando quali sono gli strumenti che costituiscono un’orchestra.

Durante la scuola media, mia madre e mia nonna hanno voluto provare ad inserirmi in una band musicale, ricordo il giorno in cui il direttore d’orchestra ha voluto conoscere tutti i genitori e gli studenti interessati a frequentare i corsi.

Ero spaventata soprattutto perché avevo difficoltà a leggere gli spartiti e poi perché potevo suonare usando unicamente le dita dei piedi.

Dopo aver provato molti strumenti, abbiamo deciso di utilizzare lo xilofono che è risultato il più adatto a me.

Avreste dovuto vedere come provavo a sollevare il trombone con la mia piccola spalla facendo forza sulla gamba sinistra – è stato un disastro!

Secondo me, lo xilofono è uno strumento poco rilevante in una band e non ero proprio felice di suonarlo!

Non c’è niente di peggio che dover fare il “lavoro meno importante”: è come fare l’assistente di campo in una squadra di football americano, quando sogni di essere il quarterback.

Il primo giorno che ho provato a suonare a casa fu terribile!

Non riuscivo a capire il posizionamento delle note e come fare in modo che i miei piedi lavorassero contemporaneamente.

Sembrava che non funzionasse più nulla.

Il primo anno di scuola media, fu letteralmente uno schifo!

Non riuscivo a stare al passo con il resto della classe e rimasi indietro. Tuttavia, a marzo uno dei miei insegnanti ci ha portato a vedere il seventh grade talent show.

Rimasi seduta ammirando questi ragazzi che facevano le cose più folli ed incredibili sul palco.

Fu allora che decisi di fare quello che fino ad allora avevo fatto solo alle feste di compleanno o ai pigiama party: volevo cantare, questo divenne il mio nuovo obiettivo.

Dopo il seventh grade cominciai a scrivere canzoni a casa e in classe e a dire la verità, questa divenne un po’ la mia fissazione: in un anno scrissi più i 50 canzoni. Era molto più facile che cercare di leggere le note musicali!

Ho imparato a cantare seguendo e provando a cantare con i miei artisti preferiti ed ho imparato a contare le note tenendo il ritmo.

Da gennaio, mi concentrai sulla scelta della canzone da presentare al talent show della scuola e, anche se alcune persone hanno cercato di farmi cambiare idea, niente poteva impedirmi di partecipare!

Due giorni prima dello spettacolo, registrai la canzone che avevo scelto per vedere se era adatta e quella notte stessa scrissi il testo

Il giorno del talent show mi sono seduta a lato del palco a guardare le prime due performance: avevo freddo, i nervi erano tesissimi ed ero veramente agitata, infatti non ricordo nulla di quello che accadde dopo, tranne il fatto che salii sul palco con un aiutante che mi reggeva il testo della canzone.

Sono stata veramente orgogliosa di me stessa e della mia performance.

Durante la terza media ho imparato a controllare il respiro, frequentando un coro di swing– i miei polmoni sono deboli ed avevo subito un intervento chirurgico alla schiena appena due anni prima

Al termine della scuola media, non ho effettuato il provino per il coro di swing del liceo perché sapevo di non poter partecipare a tutti i concerti domenicali nelle varie chiese.

Ma un grande incentivo ad entrare nel coro era quello di cantare un assolo e alla fine feci il provino, ma solo durante l’ultimo anno di liceo e ancora mi rammarico di non averlo fatto prima, durante i miei anni da matricola

Prima di allora, nessun altro studente entrato nel coro solo nell’ultimo anno, aveva cantato da solista in un concerto di fine anno.

Pensavo che il motivo di questa eccezione, fosse dovuta al fatto che mi muovevo con la sedia a rotelle, ma il direttore del coro non era assolutamente quel tipo di insegnante, non credo che abbia mai visto la mia disabilità.

Mentre provavamo per il nostro programma di primavera, mi hanno assegnato una canzone in più .

Originariamente scelsi una versione soft, suonata al pianoforte di Numb dei Linkin Park che rifletteva i miei gusti musicali e tutte le emozioni che ho vissuto per anni. Ma il mio insegnante non era d’accordo e scelsi il brano di Miley Cyrus The limb

La settimana del concerto dovetti restare a casa per un mal di gola che ho passato anche a mia madre , né lei ne mia sorella infatti sono potute venire , ma solo mio padre e zio David hanno assistito alla mia performance finale che non fu la migliore che avessi mai fatto, ma rappresentava il raggiungimento di un obiettivo che non coinvolgeva necessariamente la mia disabilità.

Di Meghan

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