Sfidare la disabilità in Palestina

Sfidare la disabilità in Palestina

Vivere con una disabilità o una difficoltà fisica in varie parti del mondo è ancora considerata una vera sfida per la sopravvivenza. Il problema principale è rappresentato dai pregiudizi e dagli atteggiamenti sociali che tendono ad escludere il disabile impedendogli di vivere una vita normale. Ma cosa succede quando si combattono non solo questi preconcetti, ma anche le barriere fisiche e ambientali?

Questa è la battaglia che Mohamed Dalo di Gaza, in Palestina, ha combattuto fin dalla nascita, quando gli è stata diagnosticata la distrofia muscolare e per lui ogni aspetto della vita è davvero una battaglia quotidiana.

Già da piccolo Dalo è stato incoraggiato dai suoi genitori e, in particolare dal padre, ad integrarsi completamente.

Ha frequentato la scuola “tradizionale” confrontandosi con i suoi coetanei e questo lo ha reso più sicuro e lo ha aiutato ad accettare la propria disabilità.

Disabilità in Palestina

Ma sono ancora tante le sfide e le problematiche che lui e gli altri disabili in Palestina devono ancora affrontare, infatti Gaza deve ancora riconoscere e attuare la Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite per le persone con disabilità, e questo impedisce lo sviluppo individuale dei disabili che spesso sono bloccati e non hanno alcuna possibilità di sviluppo personale.

Molti ostacoli rendono estremamente difficile la vita in Palestina per le persone con disabilità.

Secondo una ricerca condotta da Medical Aid For Palestinian, oltre l’87% dei disabili è disoccupato, e un terzo di essi non sarà mai in grado di sposarsi, più di un terzo non è mai stato a scuola e non può utilizzare i mezzi pubblici….ma fortunatamente Dalo non ha permesso a tutte queste difficoltà di dissuaderlo dal perseguire il proprio sogno di diventare un artista!

L’Arte non conosce barriere

Fin da bambino, Dalo ha amato l’arte, che considerava solo un hobby, poi questo passatempo si è trasformato in passione quando per motivi di salute, ha dovuto assentarsi dalla scuola sempre più spesso, fino a dover prendere la decisione di lasciarla definitivamente.

Però è riuscito a concludere gli esami di maturità e questo è stato per lui un grosso stimolo ad intraprendere il proprio percorso.

Dalo ricorda che la prima persona a scoprire il suo talento artistico fu il suo insegnante di scuola media, che lo incoraggiò a lavorare per sviluppare la sua attitudine, e anche se lui non era ancora molto convinto decise di sfruttare questa possibilità, soprattutto in seguito alla difficile decisione di dover abbandonare la scuola secondaria.

Dalo ha cominciato a navigare e studiare il mondo di Internet e dei Social Media per imparare e sviluppare le sue abilità artistiche. Attraverso questa sua costante ricerca, ha scoperto la sua vera passione per l’ Anime art – animazioni al computer di fumetti e disegni giapponesi.

Dalo ha cominciato gradualmente a mostrare il suo lavoro , inizialmente sui social media, quindi ad amici e parenti. Recentemente ha partecipato esponendo le sue opere, a due grandi eventi locali a Gaza, uno dei quali era il ‘Renewing Contribution’ Festival al College di Gaza, attirando ben presto l’attenzione dei media, dei giornali e dei canali televisivi palestinesi, iracheni e giordani interessati ad intervistarlo per fornire un’immagine positiva di successo nonostante tutti gli ostacoli.

Anime art

Questa forma d’arte, a differenza di altre, non ha confini e non è delimitato da regole o norme predefinite, ma è regolata solo dalla fantasia e dalla minuziosa cura dei dettagli!

Secondo Dalo, ciò che distingue l’Anime da altri tipi di arte visiva è la libertà di usare la gomma, che ti permette di cancellare eventuali errori e di ricominciare , inoltre, prosegue Dalo, l’Anime è la forma d’arte più accessibile e sottolinea: “Sono sufficienti un foglio da disegno A4 e delle matite per realizzare il mio sogno”.

I suoi artisti preferiti, da cui trae ispirazione, sono Picasso, Da Vinci e gli artisti dell’Anime giapponese: Naoki Tate e Masashi Kishimoto.

Il futuro per le persone disabili in Palestina

Le persone disabili in Palestina sono in gran parte emarginate e isolate, non esistono programmi o strutture mediche specializzate per il superamento dell’handicap.

Ad esempio, le persone con difficoltà uditive non hanno accesso all’istruzione universitaria ed alcuni diplomi universitari non sono accessibili per i non vedenti e fino ad ora, non esistono strumenti che integrino le persone con disabilità nel sistema educativo.

Nonostante tutti questi problemi, Dalo non perde la speranza di miglioramento:: “voglio lasciare un segno nel mondo dell’arte, viaggiare e conoscere anche quella degli altri paesi.

Voglio aprire una mostra per presentare le mie opere alle persone provenienti da tutto il mondo, continuare a studiare e confrontarmi con artisti e studiosi che possano aiutarmi a sviluppare e a nutrire questo talento.”

Purtroppo data la natura degenerativa della distrofia muscolare, il raggiungimento di questo sogno potrà richiedere un po’ più di tempo, ma sono convinto che con la sua tenacia e determinazione, Dalo diventerà uno dei famosi artisti che sono riusciti a superare e a vincere tutte le sfide della disabilità.

Infine, ho chiesto a Dalo, quali consigli potesse dare alle altre persone con disabilità, specialmente quelle palestinesi e la sua risposta è stata semplice: “non cercare mai di nascondere o limitare il proprio talento perché niente è impossibile e di essere sempre orgogliosi di se stessi e del contributo che si apporta alla società, tutti i disabili infatti hanno un ruolo fondamentale nel plasmare il mondo e nell’influenzare l’atteggiamento che gli altri hanno della disabilità.”

Instagram: http://instagram.com/mohameddalo

Facebook: https://www.facebook.com/mohamed.dalo

Twitter: https://twitter.com/DaloDalout

Di Raya AlJadir

Traduzione di Carla Santoro

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