Sesso e disabilità: gestire l’incontinenza

Sesso e disabilità: gestire l’incontinenza

Per la rubrica sul sesso e disabilità, la nostra esperta curatrice Tuppy, che gestisce Outsiders, un club privato per disabili in cerca di una relazione, risponde alle vostre domande.

Questa settimana parliamo di come gestire il problema dell’incontinenza in camera da letto.

 

Cara Tuppy,

mi sono goduta molto la mia vita tra i 20 e i 30 anni, sia socialmente che nel lavoro, ma all’improvviso è peggiorato tutto .

Arrivata a 40 anni senza un compagno, ho deciso di avere un bambino da sola. Purtroppo, quando ho partorito ho avuto una grave lacerazione fino a compromettere lo sfintere anale. Io adoro il mio bambino, ma vorrei tanto poter riprendere in mano la mia vita sociale e sessuale.

Ho davvero bisogno di sentirmi attraente per gli uomini, ma non vorrei mai che sapessero che sono incontinente. Per questo motivo non voglio sottopormi ad una colostomia, nella speranza che un giorno non lontano riescano a riparare il mio sfintere.

Mi sento così disabile e me ne vergogno. Avresti qualche consiglio da darmi?

 

Georgina

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Cara Georgina,

spero che quello che sto per dirti possa aiutarti ad essere più disinvolta con la tua malattia e a riprendere in mano la tua vita. Purtroppo dubito che il tuo sfintere possa essere riparato, quindi ti consiglio di parlarne con il tuo infermiere stomaterapista a domicilio. Di solito sono molto disponibili a parlare di tutti gli aspetti del tuo problema e probabilmente ti raccomanderebbe una stomia. Riguardo a questo, scenderò nei dettagli più avanti.

 

Prima vorrei condividere con te alcune esperienze di altre donne che hanno il tuo stesso problema, l’incontinenza. Mi spiego meglio.

 

Gestisco un club chiamato Outsiders, un posto che permette a persone disabili, con difficoltà fisiche e relazionali, di stringere nuove amicizie, di poter dare e ricevere sostegno e di trovare un partner. Molti membri di Outsiders hanno problemi di incontinenza – alcuni con stomie e cateteri, e altri senza. Tutti quanti si sono sentiti in imbarazzo per la loro incontinenza, spesso provando sentimenti di colpa e di vergogna.  Anche loro non hanno mai voluto parlarne e hanno sempre cercato di nascondere a tutti la loro condizione.

 

Uno dei membri del club, che in questa sede chiamerò Clare, soffre di spina bifida e ha una stomia. Un giorno Clare venne per pranzo al club, a Londra, e raccontò che aveva appena trascorso una notte con un altro membro di Outsiders, cieco, che chiameremo John. Clare, durante l’appuntamento, dovette purtroppo farsi 50 miglia per tornare a casa e svuotare la borsa della colostomia. Le chiesi se aveva piacere se dicessi a Johm della sua stomia, così che lei non dovesse farlo. Lei accettò e andò via.

 

Mi avvicinai a John, mi sedetti e gli dissi: “Clare si imbarazza a dirtelo, ma ha un sacchetto per la colostomia sulla sua pancia. Ti dispiace?” “No, certo che no”, ha risposto! John e Clare sono ora una coppia.

 

Un’altra donna che conosco, che ha un catetere sovrapubico e la sclerosi multipla, ha pienamente accettato il suo corpo e invoglia le altre donne ad essere più sicure di sé.  Il suo messaggio è: “Dobbiamo pensare e connetterci ai nostri corpi in un modo che le altre persone non fanno. Diventando più consapevoli, ci renderemmo più interessanti come amanti”. Potete vedere il discorso completo alla fine del nostro film sul rispetto sessuale: clicca qui .

 

Fare una stomia

Fare una stomia sarebbe molto meno complicato rispetto a gestire la tua disfunzione senza di essa. Ci vuole sicuramente un po’ di tempo per abituarsi, ma poi diventerebbe semplicemente una parte di te.

 

Diversi possono essere gli accorgimenti. Ad esempio è possibile coprire la stomia per quando devi fare sesso con altre buste più carine, acquistabili su internet. Maggiori informazioni le puoi trovare sul sito Vegan Ostomy. I sacchetti dovrebbero essere sempre svuotati prima del rapporto.

 

Quello che dico ad ogni donna con una stomia è che, anche se alcuni uomini sono schizzinosi  e potrebbero non essere entusiaste all’idea di fare sesso con te, in realtà alla maggior parte non importa. Quello che è importante è parlare della tua situazione e dell’imbarazzo che ti crea e dire al tuo nuovo amico cosa aspettarsi quando ha un rapporto sessuale con te.

 

Se la tua ferita provoca dolore durante il rapporto sessuale, ti ricordo che la penetrazione non è il meglio del meglio del godimento sessuale. In tal caso di consiglio di andare un fine settimana a scoprire il sesso tantrico, il sesso in cui si libera mente e corpo. Qui potresti conoscere il sesso che farebbe al caso tuo. I corsi Shakti Tantra sono i migliori.

 

Il supporto è disponibile

Potrebbe interessarti sapere che a breve ci sarà una conferenza che riguarda le donne nella tua stessa situazione alla Royal Society of  Medicine nel centro di Londra. Io ci andrò con una mia collega, Jo King, che insegna alle donne come diventare sessualmente più consapevoli e sicure di sè. Jo non parla, ma sono sicura che avrà modo di raccontare il suo lavoro al pubblico, dal momento che è esattamente ciò di cui le donne come te hanno bisogno.

 

La conferenza si chiama “Lesioni durante il parto: sensibilizzare e ridare dignità alle madri” (Injuries in Childbirth: Raising Awareness and restoring Dignity in Mothers) – il problema che colpisce una madre su dieci. Si terrà il Mercoledì 22 marzo. Per prenotare, basta contattare Samar Malik al numero 0207 290 3867 o visitare il sito www.remprodessionals.ac.uk.

 

Ti potrebbe piacere conoscere anche la nuova fondazione per le madri con lesioni allo sfintere anale, Mothers with Anal Sphincter Injuries Foundation (MASIC), che è stato recentemente istituito da uno dei relatori della conferenza.

 

Georgina, e a tutti i lettori con problemi di continenza, spero che questo post sia stato per voi utile e incoraggiante.

 

Tuppy Owens

 

Se hai una domanda per Tuppy e vorresti il suo aiuto, scrivile un’email a: AuntyTuppy@Outsiders.org.uk

 

Outsiders è un club gratuito per appuntamenti e per il sostegno alla pari, gestito da e per persone socialmente e fisicamente disabili. I suoi membri hanno una vasta gamma di disturbi, tra cui disabilità visiva e uditiva.

 

Rielaborazione a cura di Michela Favini

 

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